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Ispezioni industriali con droni: la procedura Inail per l’esame visivo di attrezzature a pressione

Ispezioni industriali con droni: la procedura Inail per l’esame visivo di attrezzature a pressione

INegli ultimi anni i sistemi aeromobili a pilotaggio remoto (UAS), comunemente noti come droni, hanno rivoluzionato le modalità di ispezione industriale. L’Inail, attraverso una procedura pubblicata nel 2025, ha definito un protocollo operativo per l’esecuzione dell’esame visivo (EV) delle superfici esterne di attrezzature a pressione, componenti e impianti, tramite l’impiego di droni.
Questa metodologia innovativa consente di ottimizzare tempi e costi, riducendo significativamente i rischi per il personale, senza compromettere la qualità e l’affidabilità delle verifiche.

 

L’esame visivo remoto con droni

L’esame visivo è una prova non distruttiva (PnD) che consente di rilevare difetti o anomalie superficiali su componenti metallici. Quando eseguito tramite UAS, diventa un esame visivo remoto, poiché il percorso ottico tra l’osservatore e la superficie controllata è interrotto.
L’uso dei droni permette di raggiungere aree in quota o di difficile accesso, eliminando la necessità di ponteggi o piattaforme elevabili e migliorando le condizioni di sicurezza sul lavoro.

 

Ambiti di applicazione

La procedura trova impiego in diversi settori industriali:

  • Oil & Gas
  • Produzione di energia elettrica (centrali termoelettriche, eoliche e idroelettriche)
  • Industria pesante e metallurgica
  • Industria chimica e farmaceutica

Ulteriori applicazioni possono estendersi al monitoraggio delle infrastrutture civili come ponti, viadotti e dighe.

 

Ruoli e competenze

Il documento Inail distingue due figure chiave:

  • Pilota remoto, responsabile della sicurezza del volo e della gestione tecnica del drone.
  • Addetto all’esame visivo, certificato secondo la norma UNI EN ISO 9712 (livello 2 o superiore), incaricato dell’analisi e della classificazione delle indicazioni rilevate.

Entrambe le figure devono collaborare strettamente, integrando competenze aeronautiche e tecniche di controllo non distruttivo.

 

Fasi operative

La procedura prevede tre fasi principali:

  1. Fase preliminare – definizione degli obiettivi dell’ispezione, analisi dei rischi e scelta dell’UAS più idoneo
  2. Fase propedeutica – pianificazione del volo, individuazione della “zona franca” e verifica delle condizioni di sicurezza.
  3. Esecuzione del volo e controllo EV – acquisizione di immagini e video in alta risoluzione, analisi dei dati e classificazione delle discontinuità.

L’intero processo è regolato da check-list operative (preliminare e propedeutica) che garantiscono la tracciabilità e la conformità normativa.

 

Criteri di valutazione e archiviazione dei dati

Le indicazioni rilevate vengono classificate su una scala da 0 a 5, in funzione della loro gravità, dalla semplice osservazione senza rilievo (classe 0) fino ai difetti che impongono la messa fuori servizio dell’attrezzatura (classe 5).
Le immagini e i video devono essere salvati in formato RAW o MP4/MOV, firmati digitalmente e archiviati secondo procedure di sicurezza informatica che garantiscano l’integrità e la tracciabilità dei dati.

 

Vantaggi e prospettive

L’adozione dei droni per le ispezioni visive comporta numerosi benefici:

  • Maggior sicurezza per il personale tecnico;
  • Riduzione dei costi legati a impalcature e tempi di fermo impianto;
  • Documentazione digitale completa e replicabile;
  • Maggiore rapidità nelle verifiche e nei successivi interventi di manutenzione.

Questa metodologia rappresenta un passo decisivo verso la digitalizzazione dei processi ispettivi e l’integrazione con sistemi di intelligenza artificiale per l’analisi automatica delle immagini e il monitoraggio predittivo delle attrezzature.

 

Fonti

INAIL – Procedura per l’esecuzione dell’esame visivo di superfici esterne di attrezzature a pressione tramite sistema aeromobile a pilotaggio remoto (2025)

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